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lunedì 06 febbraio 2012
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Psoriasi: da Londra benefici duraturi Stampa E-mail
Un anticorpo monoclonale, umanizzato, si è rivelato capace di bloccare le “cellule T”, che determinano lo sviluppo della psoriasi, offrendo benefici duraturi ai malati.
Sono questi i risultati di uno studio internazionale, chiamato “Clear”, che è stato presentato a Londra a metà ottobre dai ricercatori della Serono, nel corso del quattordicesimo congresso dell’Accademia europea di dermatologia e venerealogia (Eadv).
Le condizioni del 50 per cento dei pazienti che sono stati trattati con “raptiva” (efalizumab), in 24 settimane di cure sono nettamente migliorate. Secondo il professor Wolfram Sterry, direttore della Clinica di dermatologia, venereologia e allergologia del Charitè di Berlino e presidente della Ddg (Società di dermatologia tedesca), “i trattamenti biologici offrono un duplice vantaggio: rappresentano una nuova speranza terapeutica per tutti i casi di psoriasi medio-grave e sono cure più facilmente gestibili dal malato”.
Nella ricerca è stato spiegato che l’anticorpo raptiva è riuscito a arrestare in modo selettivo e reversibile l’attivazione, la riattivazione e il ricircolo delle cellule T: il farmaco deve essere somministrato una volta a settimana per via sottocutanea, ricordano i ricercatori, ma è anche possibile che lo stesso paziente possa auto-somministrarselo rimanendo comodamente tra le mura domestiche. Da non dimenticare, tra i vantaggi evidenziati dal professor Wolfram Sterry, che il farmaco presenta anche un favorevole profilo rischio-beneficio, durante il trattamento continuo, offrendo un controllo persistente e della malattia nel tempo.
La psoriasi, in genere, colpisce gomiti, mani, ginocchia, tronco e cuoio capelluto e si manifesta con macchie ispessite, infiammate e che si desquamano a causa della crescita anormale dei cheratinociti. La sua forma più comune, “psoriasi a placche”, è costituita da macchie infiammate della pelle (simili a lesioni) ricoperte da croste bianche-argentee.
 
 
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