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Dalla pelle si legge lo stato di salute |
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Conoscere le condizioni di salute di un essere umano, capirne le malattie in arrivo esaminando il patrimonio genetico e gli effetti delle terapie farmacologiche alle quali si sta sottoponendo: l’analisi della pelle come se fosse una mappa, un organo spia sotto la luce del sole. In pratica usare la superficie del corpo per diagnosticare in modo precoce le patologie in modo non invasivo, ma comunque approfondito. Sono questi gli scopi della “metabolomica della cite”, una rivoluzionaria disciplina nata per volontà dell’Istituto San Gallicano di Roma, centro specializzato in problemi dermatologici, che sta promuovendo la costituzione di un consorzio che raccolga le più importanti strutture in Italia in un grande polo di ricerca. Per capire le condizioni di una persona verranno utilizzate indagini biochimiche e verrà esaminato il patrimonio genetico, proteico e metabolico delle cellule cutanee: in questo modo i trattamenti saranno sempre più precoci e personalizzati, spiegano i ricercatori, per modellarsi alla struttura genetica di ogni persona. In pratica da tempo nel San Gallicano si stanno cercando di trovare le relazioni tra la pelle e il resto del sistema biologico, agli altri organi per riuscire a studiare l’epidermide come interfaccia per conoscere lo stato di salute. Questo tipo di ricerche, secondo i responsabili del San Gallicano, potrebbero permettere di raggiungere importanti risultati e scoprire nuove terapie farmacologiche.
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