Conferenza Italiana per lo Studio e la Ricerca sulle Ulcere, Piaghe, Ferite e la Riparazione Tessutale
 
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luned́ 06 febbraio 2012
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Una miscela di piante dell’Enea per curare ustioni e ferite Stampa E-mail


Una composizione fitoterapica ha permesso di raggiungere risultati straordinari per la cura di ferite molto difficili su caprini, ovini, alpaca e altri animali, compresi cani, gatti e cavalli grazie alle sue proprietà cicatrizzanti, antibatteriche, antinfiammatorie, antidisidratative e lenitive. Il prodotto l’hanno studiato, sperimentato e brevettato gli studiosi dell’Enea che sono riusciti ad ottenere effetti benefici anche sulle ferite e le infezioni più difficili da guarire perché infestate di larve di mosche, mosconi, moscerini, zanzare, tafani e altri insetti. L’unguento, che è stato chiamato “Mix 557”, è stato usato da alcuni anni da un gruppo di veterinari su 90 animali “in regime di compassione”, coinvolti in incidenti e rimasti feriti in modo molto grave.
La miscela verde, la cui formula è ancora segreta e sotto brevetto, si sa solo che è composta da sostanze naturali estratte in olio e l’unico ingrediente conosciuto deriva dai semi dell’albero del “Neem”, usato da circa tremila anni nella medicina indiana, ed ora diffuso in tutti i Paesi tropicali. I risultati dello studio sono stati illustrati i primi di dicembre nel corso di una conferenza stampa nei laboratori dell’Enea Casaccia dalla veterinaria Fiorella Carnevali e dal biologo Stephen Andrew van der Esch: sono loro i due ricercatori dell’Enea che hanno elaborato e scoperto “Mix 557”. Poi il prodotto è stato brevettato nell’agosto di quest’anno dall’Enea-Biotec. Alla ricerca stanno collaborando alcune università: tra queste quella di Firenze, Camerino, Perugia e l’Istituto Superiore della Sanità.
“Avevamo l’obiettivo di cercare una miscela verde che potesse essere utile ad affrontare un problema molto grave quale quello delle ferite infestate dalle larve – ha ricordato Fiorella Carnevali – Questo problema non riguarda solo gli animali, ma anche e soprattutto le ferite sugli esseri umani. Per arrivare a questa miscela abbiamo fuso elementi della cultura occidentale con elementi di quella orientale. Un tentativo dopo l’altro, e dopo due anni di ricerche siamo arrivati al Mix 557”. Questo unguento riesce non solo ad allontanare mosche e insetti dalla ferita, ha fatto notare la veterinaria dell’Enea, ma grazie alle sue proprietà ha portato alla guarigione anche ferite e ustioni molto estese su animali che vivevano in ambienti con scarse condizioni igieniche”.
In alcune diapositive mostrate durante la conferenza stampa, i ricercatori hanno spiegato di avere utilizzato il prodotto fitoterapico anche su ferite purulente e necrotiche e di essere riusciti a fare rimarginare la ferita senza il ricorso ad altri prodotti farmaceutici.
Per ora la miscela verde diventerà un presidio disponibile sul mercato solo per uso veterinario. La speranza che si possano ottenere risultati altrettanto positivi sull’uomo, magari per curare piaghe da decubito e ustioni di terzo grado, è legata alla sperimentazione. Per questo passaggio, però, si prevedono tempi più lunghi che dipendono in particolare dai protocolli ministeriali ed dai finanziamenti che si riuscirà a raccogliere.


 
 
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