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Il vino rosso combatte infarto e invecchiamento |
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Il vino rosso riduce la quantità di grasso nelle arterie: in questo modo combatte l’infarto e rallenta i processi di invecchiamento. Sono questi i risultato di una ricerca condotta nel Lazio dall’equipe dell’Università “La Sapienza” di Roma guidata dal professor Francesco Violi, direttore della IV clinica medica del Policlinico Umberto I, in collaborazione con l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura (Arsial). Lo studio, che è stato presentato il 9 maggio a Roma, è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Atherosclerosis”: i risultati saranno utilizzati per avviare una ricerca, sempre in collaborazione con l’Arsial, che entro la fine dell’anno porterà alla realizzazione di una mappa, anche in termini salutistici e nutrizionali, dei vini rossi prodotti nel Lazio. Che il vino abbia effetti positivi sulla salute è stato dimostrato in decine di studi effettuati a livello internazionale: stavolta però i ricercatori hanno scoperto che il rosso, rispetto al bianco, contiene una quantità di “polifenoli” dieci volte superiore. Inoltre in laboratorio è stato scoperto che la combinazione di tre principali molecole tra loro (il resveratrolo, l’acido caffeico e la catechina) ha permesso di amplificare l’effetto antiossidante anche con il consumo di modiche quantità: bastano infatti solo due bicchieri di vino al giorno. “La sinergia scatenata dai polifenoli, caratteristica tipica dei rossi e dei bianchi-passito – ricorda Violi - neutralizza i radicali liberi dell’ossigeno, prevenendo invecchiamento e arteriosclerosi. Queste osservazioni non sono solo utili per capire come si esplica l’attività antiossidante di una fondamentale componente della dieta mediterranea, ma sono anche interessanti per sviluppare nuove strategie di prevenzione e nuove medicine antiossidanti mirate alla prevenzione dell’infarto e dell’invecchiamento”. L’effetto dei polifenoli contro i radicali liberi è stato valutato prima e dopo la somministrazione del vino per 15 giorni su 20 persone sane e poi confrontato con le analisi condotte su un gruppo di pazienti non trattati. I polifenoli, è stato fatto notare dai ricercatori, sono sostanze contenute anche nell’olio d’oliva.
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