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lunedì 06 febbraio 2012
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Il litfing aiuta i malati di Aids:interventi triplicati in un anno Stampa E-mail

Gli interventi di chirurgia plastica sono triplicati in un anno sui malati di Aids che rifiutano di avere profonde rughe e volto scavato, immagine che nell’opinione pubblica viene riconosciuta spesso come un triste e doloroso simbolo del virus Hiv. La novità è annunciata dal portale web www.sieropositivo.it gestito dall’omonima associazione di volontariato.
“Il problema maggiore non è tanto sentirsi rifiutati – hanno spiegato dal portale Sieropositivo.it - ma rifiutare la nuova immagine di se stessi: il fisico trasformato, la bellezza persa. Ecco allora che la chirurgia plastica, ricostruendo l’immagine che il sieropositivo ha di sé, aiuta il paziente a riconquistare la propria dignità e a combattere l’emarginazione”. Gli esperti definiscono “sindrome lipodistrofica” le mutazioni che avvengono soprattutto sul viso del sieropositivo: in altre parole sul volto si riduce sensibilmente e in modo progressivo la quantità di tessuto adiposo. Questo determina netti cambiamenti somatici che portano l’aspetto del viso a modellarsi sulla forma del cranio e sulle ossa del volto, come nel film “Philadelfia” aveva mostrato con grande efficacia il protagonista Tom Hanks. Secondo il portale otto pazienti affetti dal virus Hiv su dieci rifiuterebbero la loro nuova immagine. Ma a questo punto interviene la chirurgia plastica: fino a qualche tempo fa “l’intervento ricostruttivo veniva spesso rifiutato perchè non dava risultati duraturi – ha fatto notare il portale Sieropositivo.it -. Perché in passato si operava esclusivamente con la tecnica del lipofilling, che consiste nel prelievo del tessuto adiposo da un donatore e nel successivo impianto nel volto del ricevente. Ma il ricovero in ospedale, i lunghi tempi di recupero e il frequente riassorbimento parziale o totale del grasso impiantato hanno indotto a cercare nuove soluzioni”. La svolta è arrivata attraverso l’uso dei “filler permanenti”, che rappresentano una risposta duratura nell’affrontare in modo definitivo la lipoatrofia del volto, assicurano i chirurghi plastici che consigliano soprattutto “il gel di poliacrilamide”: si tratta di un prodotto che costituisce la soluzione più veloce e risolutiva. Per questo trattamento, che viene eseguito in anestesia locale dopo avere verificato indicazioni e controindicazioni, basta sottoporsi a una o due sedute ambulatoriali. E in modo rapido il volto riprende un aspetto armonico e le rughe si distendono.

 
 
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